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Abiti, riuso e integrazione sociale. L’esempio della sartoria del riciclo di Ballarò (Palermo)

La sartoria del riciclo di Ballarò (Palermo)Con maggiore frequenza si parla di moda eco-fashion o eco-sostenibile, di nuove tendenze che promuovono il riciclo e il riuso di vecchi abiti, che vengono adattati e ri-immaginati in un’ottica “più ambientalista”.

Dalle piccole maison locali alle case di moda più prestigiose, in molti si adoperano per scegliere materiali recuperati, oppure bio, naturali, coltivati senza l’uso di pesticidi. Tutto ciò per rispettare l’ambiente e, spesso, per restare al passo con i tempi. Non si vuole certo dire che questi comportamenti non siano da apprezzare o si desidera sminuirne l’importanza, tutt’altro (!), ma è da riconoscere che oggi l’ “eco-stile” gioca un ruolo importante nel mercato dell’abbigliamento.

Diverso è il discorso che sta alla base di una piccola sartoria che si trova nel Centro Astalli di piazza Santissimi Quaranta Martiri, a Palermo, nel quartiere Ballarò, e che apre solo due volte a settimana, il mercoledì e venerdì, per quattro ore totali, dalle 10 alle 12.

Vi lavorano dieci donne provenienti da Bangladesh, Ghana, Marocco, Sri Lanka e Mauritius, che riutilizzano i vecchi abiti raccolti dal Centro, molto spesso rovinati e impossibili da indossare dagli immigrati che vanno lì per trovare un indumento.

Sotto la supervisione di Rita Genco e Giovanna Monti, due volontarie in pensione, le donne tagliano, inventano modelli, ricreano. Anche un semplice pezzo di stoffa, unito agli altri, può servire per fare una coperta; nulla viene buttato.

Si tratta di un piccolo esempio di integrazione multietnica, una semplice azione dal basso attraverso la quale si favoriscono non solo il riciclo e il riuso, ma anche la partecipazione attiva di una nuova componente della società italiana. Le donne, alcune delle quali avevano già appreso l’arte del cucire nel Paese di origine, collaborano e si scambiano idee: uno dei prossimi obiettivi è quello di ricreare con i tessuti riciclati i loro abiti tradizionali. Non si tratta di lavoro, ogni pezzo è cucito a titolo gratuito e donato ai tanti bisognosi che si rivolgono al Centro Astalli.

Il Centro Astalli di Palermo, oltre ad aver creato la sartoria, è stato promotore di una scuola di italiano, di un corso per la preparazione al conseguimento della Licenza Media Inferiore e di un corso base di computer; cura l’ Agenzia Multifunzionale, che offre uno sportello di orientamento legale e un servizio di doposcuola per minori immigrati; ha allestito un ambulatorio medico, con l’obiettivo di offrire un’assistenza sanitaria di base, e un Centro di prima accoglienza, che offre servizi giornalieri di docce e di lavanderia, consulenza legale e smistamento di offerte/domande di lavoro.

La sartoria del riciclo di Ballarò (Palermo)

La sartoria del riciclo di Ballarò (Palermo)

La sartoria del riciclo di Ballarò (Palermo)

La sartoria del riciclo di Ballarò (Palermo)

La sartoria del riciclo di Ballarò (Palermo)

Palermo-Centro Astalli
Piazza SS. Quaranta Martiri 10/12
90136 Palermo
tel  091 6076283
astallipa@libero.it

Link:

Centro Astalli Palermo
La sartoria multietnica di Ballarò – Repubblica.it

Fonte: Centroastalli.it – Repubblica.it
Foto: Mike Palazzotto
Pubblicazione: 30/04/2010 – Ultimo aggiornamento: 30/04/2010

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