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Cina: verranno sostituite le vecchie lampadine con quelle ad alta efficienza (quelle a incandescenza solo per l’esportazione)

lampadine cinaSi spengono le luci per le lampadine, la Cina si è infatti impegnata a sostituire il miliardo che usa annualmente con modelli a più alta efficienza energetica entro 5 cinque anni.

La mossa di Pechino è un grosso passo verso il miglioramento dell’illuminazione e la riduzione di gas serra. In base ad una stima del 2007 dell’Agenzia Internazionale per l’ Energia, l’illuminazione rappresenta il 19% del consumo di energia mondiale, una cifra che potrebbe abbassarsi al 7 % se il resto del mondo seguisse l’esempio cinese, ha dichiarato il Fondo per l’Ambiente Globale.

La decisione della seconda potenza economica mondiale calca le orme di Australia, Unione Europea, Brasile e altri.
Eppure secondo il Fondo per l’Ambiente Globale, le lampadine a incandescenza compongono ancora il 50-70% del fatturato mondiale e la decisione della Cina si pone in netto contrasto con quella retrogada del governo degli Stati Uniti.
Questa estate i Repubblicani hanno approvato un progetto di legge che nega qualsiasi tipo di sovvenzionamento governativo destinato a ottimizzare gli standards dell’illuminazione elettrica.

Non è chiaro se la Cina elimineerà totalmente la produzione di lampadine.
Un rapporto dell’ Agenzia di stampa di stato Xinhua ha affermato che “vendite e importazioni” verranno vietate – sottintendendo apparentemente che le esportazioni saranno ancora autorizzate. Gli attivisti sperano che ad ogni modo il piano della Cina incoraggerà i produttori (che producono 3,85 miliardi di bulbi incadescenti all’anno, circa il 70% dell’intera produzione mondiale) a spostarsi verso nuovi prodotti, come le lampade fluorescenti compatte (CFL) a risparmio energtico e le LED. Le CFL consumano approsimativamente il 75% in meno per produrre la stessa quantità di luce delle lampadine tradizionali e durano molto più a lungo.
bulbo lampadina
Il paese è ormai il più grande produttore di lampadine ad alta efficienza energetica, grazie soprattutto a vigorose sovvenzioni da parte di agenzie ambientaliste internazionali.
Gli esperti prevedono che tale cambiamento abbasserà globalmente i costi delle CFL e aumenterà quello delle lampadine a incandescenza.
Xie Ji, un funzionario a capo della pianificazione economica del paese, ha affermato che importazioni e vendite di lampadine di 100 e più watt verranno vietate a partire da Ottobre dell’anno prossimo, quelle oltre i 60 saranno bandite da Ottobre 2014, mentre quelle da 15 e più watt verranno sospese dal mercato nel 2016.
Ciò mostra la determinazione della Cina a risparmiare energia, limitare i costi e frenare il cambiamento climatico, e avrà un “significativo impatto” sul consumo globale.

Xie Ji, che è anche vice-direttore del dipartimento di protezione ambientale della Commissione di Riforma e Sviluppo Nazionale, ha aggiunto che l’illuminazione copre il 12 % del consumo totale di elettricità della Cina. La Commissione ha stimato che il passaggio a sistemi d’illuminazione ad alta efficienza energetica, porterà ad un risparmio annuale di 48 miliardi di kilowattora di corrente e ad una riduzione di 48 milioni di tonnellate di diossido di carbonio. Solo nel 2009, la Cina ha emesso 7,710 milioni di tonnellate di diossido di carbonio.
Complessivamente, la Cina si è impegnata a ridurre il consumo energetico e le emissioni di CO2, rispettivamente del 16 % e 17% per unità di PIL, prima del 2015.

_lampadina_ad_incandescenza 1Yang Fuqiang, consulente su energia e cambiamento climatico al Consiglio di Difesa delle Risorse Naturali con sede negli Stati Uniti, ha spiegato come l’intero ammontare di elettricità usato per l’illuminazione in Cina è al momento di due o tre volte superiore la capacità di produzione di energia emessa dalla Diga delle Tre Gole.
Yang ha aggiunto che mentre le esportazioni saranno ancora legali, la strategia cinese aiuterebbe la produzione di bulbi ad alta efficienza energetica, soprattutto perchè la Cina ha già una forte capacità di ricerca, sviluppo e produzione nel settore.
Il Fondo per l’Ambiente Globale, che ha investito milioni di dollari in Cina per incoraggiare la graduale eliminazione delle lampadine a incandescenza, ha affermato che l’introduzione di sistemi ad alta efficienza energetica è uno dei modi più semplici per eliminare le emissioni di CO2.

Christophe Bahuet, vice-direttore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo in Cina, ha detto: “Quello che è importante per noi è che la Cina sta diventando parte di una tendenza internazionale. E questo manda un segnale che sarà d’ ispirazione ad altri”.
Ma Bahuet ammonisce: “Si tratta di una buona tabella di marcia, ma molto deve essere ancora fatto a livello provinciale e locale per spiegare alla gente comune perchè si deve utilizzare questa strategia”.
Wang Jinsui, presidente della China Illuminating Engineering Society, ha dichiarato al giornale China Daily all’inizio di quest’anno che ci vorrà tempo prima che i produttori passino ai nuovi prodotti d’illuminazione. Aggiungendo anche che il governo dovrebbe prendere in considerazione la donazione di sussidi destinati a quelle famiglie che non sono in grado di sostenere la spesa delle più costose lampadine ad alta efficienza energetica.
Liu Shengping, il segretario generale della China Association of Lighting Industry, ha detto al giornale che è “irrealistico” richiedere che tali lampadine vengano usate dappertutto, “fino a quando esisterà la domanda, i fabbricanti Cinesi abbandoneranno difficilmente la produzione”.

Fonte: the guardian
Pubblicazione: 04/01/2012 – Ultimo aggiornamento: 05/01/2012

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