Marrai a Fura, sviluppo sostenibile e progettazione partecipata

Il riuso di Susan Stockwell. Mappe geografiche, computer, banconote e vecchie coperte diventano opere d’arte.

su_aboutSusan Stockwell è un’artista londinese che crea opere d’arte utilizzando oggetti comuni, di uso quotidiano, strumenti domestici o industriali che vengono manipolati e riassemblati in sculture e installazioni.

I materiali utilizzati da Susan sono vecchi computer, schede elettroniche, coperte, banconote, mappe.

Tra le opere più recenti una dal titolo FLOOD, allestita nel 2009 alla Art League di Houston negli Stati Uniti e riproposta nella chiesa sconsacrata di Saint Mary a York, che ospita una sezione del York Museums Trust. L’opera è alta 8 metri ed è composta da pezzi di computer riciclati, principalmente alimentatori offerti dall’azienda SITR che si occupa di riciclo di pezzi informatici.

flood-2009

Nella stessa esposizione a Houston dal titolo Vulnerable Ecologies, Susan espone delle mappe geografiche molto particolari create assemblando centinaia di schede elettroniche di vecchi computer.

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In tema geografico è anche il pezzo proposto per l’esposizione del 2010 al Victoria & Albert Museum a Londra dal titolo A Chinese Dream. Qui Susan presenta un’originale mappa del mondo completamente tessuta a mano: i materiali che la formano non sono comuni stoffe ma banconote cinesi riciclate, cucite assieme con fili di cotone e nastri rossi.

chinese-dream

Le mappe geografiche sono uno dei materiali più utilizzati dall’artista, tanto che nel 2010 al The Katonah Museum of Art di New York espone Highland Dress, un’abito da sposa interamente costituito da vecchie mappe delle Highlands, le catene montuose scozzesi.

Highland-Dress

Nel 2014 le esposizioni di Susan Stockwell in giro per il mondo sono tre, in diverse gallerie d’arte. Peace Maker al National Army Museum di Londra dove espone coperte militari usate ricamate le une con le altre ed abbellite con citazioni dei veterani.

NAM 'The Piece Makers'

Ancora mappe geografiche, questa volta alla Gallery F15 di Moss, in Norvegia. Il titolo è Imperial Quilt, si tratta di un quadro fatto di carte di vecchi atlanti accuratamente ritagliate e ricucite insieme, il Medio Oriente stampato al centro ed intorno i grandi continenti separati da ritagli di mare.

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Infine, per concludere in bellezza, l’esposizione alla Turbine Hall della Tate Modern a Londra. Il titolo è Sail Away e si tratta di un’esposizione interattiva disposta nell’ampio spazio della sala delle turbine: centinaia di piccole imbarcazioni costruite a mano con l’utilizzo di soldi antichi, mappe e biglietti che possono essere guidate e spostate dai grandi e piccoli visitatori del museo di Londra.

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L’utilizzo di materiali vecchi e usurati è la missione dell’arte di Susan Stockwell, attraverso essi si crea una connessione tra passato e presente ed il riadoperarli congiunge anche le persone: un ponte invisibile tra chi li ha vissuti ieri e chi li può ammirare oggi.

“The materials used represent the unknown links we have with the past and each other, connecting us to all of the people who have handled the materials in the past” (Susan Stockwell).

Fonte: susanstockwell.co.uk
Pubblicazione: 29/08/2014 – Ultimo aggiornamento: 29/08/2014

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Marrai a Fura – sostenibilità e partecipazione” (maggiori info qui).

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