Marrai a Fura, sviluppo sostenibile e progettazione partecipata

C’era una volta il Trash food.
Quando la sostenibilità parte dai bidoni della spazzatura

feeding-the-5000-1Nel mese di Dicembre 2009 si e’ svolto a Londra in Trafalgar Square, Feeding the 5k, un pranzo per 5000 persone cucinato con cibo recuperato che sarebbe altrimenti finito nella spazzatura.

La mente che ha ideato questo singolare evento è quella dell’attivista freegan inglese Tristram Stuart (di cui parliamo anche nell’articolo “Tristram Stuart. Il Freegan che mangia i cibi recuperati dai rifiuti. E ha convinto migliaia di persone a farlo“), che ha fatto del riciclo del cibo contenuto nei bidoni della spazzatura la sua religione.

Il bene comune parte dal basso (dai bidoni della spazzatura, appunto) con un’idea semplicissima: sostentare i piu’ poveri con gli scarti di qualità dei piu’ ricchi ed evitare l’inutile spreco di risorse ancora perfettamente utilizzabili.

La spazzatura diventa il veicolo inconsapevole di un’iniziativa che mira a correggere l’irrazionalità del possedere più del necessario verso un’ottica di sostenibilita’ e partecipazione passando anche per gesti apparentemente scioccanti.

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La filosofia freegan, si basa sull’idea che per aiutare il pianeta e salvarlo, sia necessario arruolarsi nell’esercito del riciclo e riuso (degli oggetti di uso quotidiano e del cibo).

Tristram mangia solo cibo trovato nei bidoni di supermarket e ristoranti e, insieme a tante persone che lo hanno sostenuto ed hanno collaborato con lui, ha provato a dimostrare che il cibo gettato nei bidoni della spazzatura puo’ davvero essere utilizzato e dar vita ad una nuova pratica per il sostentamento dei piu’ deboli (o semplicemente dei più coscienziosi e interessati al futuro del pianeta).

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Volete qualche esempio concreto dell’irragionevole spreco consumistico denunciato dai freegan?

I supermercati richiedono ai fornitori una quantita’ enorme di prodotti unicamente per tener pieni gli scaffali e dar ai consumatori l’illusione dell’abbondanza, quindi dovrebbe comunicare “ricchezza”.

Essendo troppo pieni di cibo, il surplus viene periodicamente eliminato (ovvero: buttato nella spazzatura!) magari perché prossimo alla scadenza oppure esteticamente non piu’ appettibile ai consumatori.

La stessa storia si ripete nei ristoranti dove buona parte degli avanzi dei clienti, seppur ancora buoni, vengono gettati perche’ non piu’ presentabili.

Sarebbe buona norma quindi recuperare e distribuire il cibo avanzato per permettere a tutti di avere almeno il necessario che molto spesso, purtroppo, non si possono permettere di acquistare.

In America il “distribuire ai molti che non se lo possono permettere” è abbastanza in uso, l’Europa invece ancora arranca, mentre in Italia l’unica associazione che si occupa di ricilare il cibo invenduto o ritirato è Last Minute Market.

Perche’ non ripetere e diffondere l’iniziativa?

Video intervista di Tristram Stuart su Bonsaitv

Approfondimenti:

Feeding5k.org
Articolo comparso sull’Unita’ nel Novembre 2009
“Tristram Stuart. In difesa del cibo” da Internazionale n.831

Fonte: L’Unità + Internazionale
Pubblicazione: 16/02/2010 – Ultimo aggiornamento: 16/02/2010

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“C’era una volta il Trash food.
Quando la sostenibilità parte dai bidoni della spazzatura”
3 commenti :

  1. bloggalo.it scrive:

    Questo articolo di “Marrai a Fura – sostenibilità e partecipazione” è stato linkato/citato/ripubblicato.

  2. Questo articolo di “Marrai a Fura – sostenibilità e partecipazione” è stato linkato/citato/ripubblicato.

  3. Questo articolo di “Marrai a Fura – sostenibilità e partecipazione” è stato linkato/citato/ripubblicato.

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