Marrai a Fura, sviluppo sostenibile e progettazione partecipata

Le coppette mestruali sostenibili sbarcano in Africa. RubyCup un progetto che va ben oltre l’igiene personale!

ruby-cupRuby Cup è la coppetta mestruale sostenibile nata in Kenya da un progetto di una società danese tutta femminile, la MAKIT composta da Veronica, Maxie e Julie.

Dopo aver ampiamente parlato delle coppette mestruali (Mooncup, Lady Cup, Femmecup, Miacup, etc), vogliamo riproporvi l’argomento da un punto di vista diverso.

L’utilità del piccolo calice in silicone oltre difficoltà di smaltimento di assorbenti e tamponi, riguarda la gestione dell’igiene mestruale di tante donne kenyane per le quali l’impossibilità di reperire i comuni assorbenti è un serio problema.

Le Ruby Cup sono un investimento per la salute, ma anche un impegno per la riduzione dell’impatto sull’ambiente di assorbenti e tamponi.

Il progetto Ruby Cup s’inserisce nel filone delle nuove pratiche imprenditoriali che mirano alla parte della società denominata BoP, la “base della piramide”: un intervento mirato a quella fetta di società più sensibile, e spesso più povera, che in questo caso è composta da donne e riguarda una delle loro libertà più intime. Un modello di business detto “Development Through Business”: vendita diretta e micro-distribuzione, partnership con ONG e fornitori locali permettono la vendita a prezzo ridotto (rispetto ai prezzi occidentali).

Il funzionamento della coppetta mestruale è sempre quello che vi abbiamo illustrato nell’articolo “Assorbenti e tamponi, addio! Le coppette mestruali lavabili e riutilizzabili” e la sua durata si aggira intorno ai 10 anni, se correttamente utilizzata e conservata.

rubycupistruzioni

Ruby Cup per ora è rivolto alle donne di Nairobi, dove le giovani donne di Makit vivono attualmente, ma si pone l’obiettivo di raggiungere nel 2012 altre zone del Kenya e di esportare il progetto verso le tante donne del Sud del Mondo che non possono gestire liberamente  la propria igiene mestruale.

Il progetto Ruby Cup nasce da un’esigenza igienica in primo luogo ma anche sociale, le coppette mestruali vengono fornite a prezzi accessibili alle donne che ne hanno necessità, donne che spesso si trovano costrette a modificare la propria quotidianità in funziona dell’appuntamento mensile con le mestruazioni che impedisce loro di andare a scuola o al lavoro.

Le Ruby Cup sono anche un simbolo, laddove l’appuntamento mensile con le mestruazione è per tante donne un problema di vita, perchè in alcuni paesi del mondo oggi, la mancanza di prodotti per l’igiene mestruale ha un effetto sulla istruzione, sulla parità di genere e sulla dignità umana.

Link: www.ruby-cup.com

coppetta_africa

rubycup_Packaging

Fonte: ruby-cup.com
Pubblicazione: 20/12/2011 – Ultimo aggiornamento: 20/12/2011

Copia pure: sei libero di ri-utilizzare questo articolo, ma ricorda di inserire il link
Marrai a Fura – sostenibilità e partecipazione” (maggiori info qui).

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“Le coppette mestruali sostenibili sbarcano in Africa. RubyCup un progetto che va ben oltre l’igiene personale!”6 commenti :

  1. daniela ha detto:

    ma è utilizzabile anche dalle ragazze ancora vergini? Sono efficaci anche per flussi mestruali molto intensi?
    Grazie

    • marraiafura-ep ha detto:

      Cara Daniela
      per quanto riguarda la prima domanda non abbiamo esperienze dirette a cui fare riferimento però in molte FAQ delle aziende che realizzano coppette viene detto che:
      “In teoria possono essere usate anche da ragazze vergini. Tuttavia potrebbe capitare che l’imene si allunghi o si laceri. L’imene è una sottile membrana, che ostruisce parzialmente l’ingresso della vagina. Ogni donna ha un imene di forma, consistenza e dimensioni differenti. Alcune donne nascono senza l’imene, o in altri casi esso si lacera senza che la donna se ne accorga, anche praticando un’attività fisica come il ciclismo, l’equitazione, la danza, lo stretching…Una volta strappato, l’imene diviene un anello di tessuto irregolare posizionato intorno all’apertura vaginale”.
      In ogni caso sappi che la posizione della coppetta è al di sopra dell’imene, lungo il canale vaginale.
      Per quanto riguarda la seconda domanda la risposta è sì: alcune aziende fanno coppette di varie misure in funzione della quantità di flusso, e, in ogni caso, anche prendendone una standard, basta svuotarla un po’ più spesso. Con l’uso si impara sia a maneggiarla sia con quale ritmo svuotarla.

      Emanuela – per la redazione di Marraiafura

  2. rosa ha detto:

    Scusate, ma siete sicure che sia una buona idea vendere coppette mestruali in un paese dove il 75% delle donne ha subito mutilazioni genitali? Cosa potrebbe causare l’inserimento di un corpo estraneo nella vagina di una donna alla quale sono state amputate clitoride, grandi e piccole labbra, dove nella maggior parte dei casi ci sono condizioni gravemente patologiche come infezioni croniche alle vie urinarie, prolassi, incontinenze di vari gradi? Ma a parte questo, secondo voi, il proporre a una donna mutilata di maneggiare i suoi organi sessuali con inserimenti di coppette et similia, quali esiti psicologici potrebbe avere?

    • marraiafura-ep ha detto:

      Carissima Rosa
      l’idea non è nostra ma di un’azienda del Kenya e supponiamo che, per averle proposte, sapranno bene quali sono le condizioni delle donne alle quali si rivolgono. Noi non siamo né medici né psicologi per cui non siamo in grado di giudicare gli aspetti che ci hai sottoposto.
      Troviamo però che, tra i tanti vantaggi dell’uso della coppetta, ne emergeva uno che qui da noi non è considerato importante e cioè la difficoltà del reperimento di assorbenti. Noi qui non sappiamo come smaltirli, in altri paesi non sanno come procurarseli… ebbene, la coppetta risolve entrambi i problemi!

      Emanuela – per la redazione di Marraiafura

  3. Giada ha detto:

    Le critiche di rosa sono condivisibili e oculate, le sue domande meritano delle risposte, altrimenti si potrebbe pensare che come al solito vorremmo imporre altrove quello che noi riteniamo giusto. La tendenza mi pare chiara è quella di esportare un nostro modello di ecosostenibilità in un posto che ha evidentemente problemi diversi dai nostri. Certo per loro sarà difficile reperire assorbenti ma a sto punto mi chiedo quanto sia facile rispettare le norme igieniche previste ai fini di un corretto utilizzo della ruby cup.

  4. Mary ha detto:

    ciao a tutte ragazze.. io ho comperato una coppetta (di diversa marca) ma quando la inserisco non si apre… e avendo lo stelo morbido non si gira di 360° come scritto sulla confezione. Che fare?

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